Tratto dall'edizione numero 12 del 25/11/2022

Cofle: multinazionale grazie al Totocalcio

di Luca Cereda

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Cofle, fondata in una stalla nel '64 grazie a una vincita di 500mila lire oggi realizza sistemi di comando e cavi per big come Ferrari e Maserati.

di Luca Cereda

Nacque in una stalla grazie alla somma vinta a un concorso a premi, ora è quotata in Borsa e con sei aziende in quattro Paesi del mondo, un ufficio di rappresentanza in Usa e uno in Cina, dà lavoro a 600 dipendenti. È la storia della Cofle, un’azienda di Trezzo sull’Adda, a una manciata di chilometri da Milano. Volontà, abnegazione, ma anche un pizzico di fortuna: questi gli ingredienti che nel 1964 hanno permesso a Bruno Barbieri di fondare quella che è diventata oggi la classica multinazionale tascabile italiana, leader in un settore ad altissima tecnologia come l’automotive.

Lo scorso settembre all’edizione di Automechanika di Francoforte, la fiera leader mondiale del settore aftermarket automotive, la Cofle ha presentato in anteprima l’ultima creazione, il suo nuovo sistema EPB: un freno di stazionamento innovativo elettro attuato che garantisce la massima affidabilità grazie a una riprogettazione del sistema interno.

E pensare che tutto è cominciato cinquantotto anni fa in una stalla e grazie ad un colpo di fortuna al Totocalcio di mio padre, mancato nel marzo del 2019 a 83 anni.

Racconta Walter Barbieri, attuale presidente e amministratore delegato della società. L’inaspettata vincita, pari a 500mila lire, permise al padre di Walter di consolidare quello che a metà degli anni Sessanta era già il suo obiettivo, lasciare il posto da dipendente per mettersi in proprio e acquistare il primo tornio per specializzarsi nella produzione di comandi flessibili per le case automobilistiche.

Nostro padre – aggiunge l’AD – si sarebbe potuto limitare a godersi quei soldi. Invece, decise di licenziarsi dall’azienda americana per la quale lavorava e che produceva impianti per l’industria aeronautica, e di lanciarsi in questa avventura installando i primi macchinari nella stalla dei nostri nonni, dove condivideva lo spazio con alcune mucche.

Così negli anni l’azienda milanese si è consolidata come leader nella progettazione, produzione e commercializzazione a livello mondiale di sistemi di comando e cavi di controllo per il settore automotive, e oggi serve tutti i principali marchi mondiali, compresi Ferrari, Maserati e Lotus. Nonché per il settore dei trattori: rientra proprio in questo campo la recentissima operazione in India, dov’è stata portata al 76,48% la partecipazione nella controllata Cofle Taylor India, mirata proprio a rafforzare la produzione di cavi e sistemi di controllo per il settore agricolo locale.

Cofle negli anni si è imposta in un settore ad alta competizione come quello dell’automotive, crescendo in oltre mezzo secolo di storia da piccola attività fino a diventare un gruppo con poli produttivi e logistici in Italia – a Trezzo e Pozzo d’Adda -, Turchia, Brasile e India.

La prima produzione che avviò nostro padre – prosegue Barbieri – riguardò i cavi di equipaggiamento per Fiat, Autobianchi e Lancia, i marchi più importanti dell’epoca.

Poi, tra gli anni ‘70 e ‘80, l’azienda cominciò a produrre anche cavi per il settore dei ricambi.

Questo ci ha permesso di trovarci operativi nella fase di maggiore espansione del parco auto italiano e di crescere notevolmente tra gli anni Ottanta e Novanta, nel corso dei quali nacque anche la divisione per la produzione di primi impianti per macchinari agricoli e di movimentazione terra.

Oggi i prodotti Cofle sono presenti un po’ in tutto il mondo, «grazie alla scelta di papà di fornire fin dall’inizio un servizio flessibile – sottolinea il presidente -. Questo è rimasto nel Dna dell’azienda anche oggi che produciamo ancora cavi per freno, acceleratore e frizione, ma anche sistemi per i freni a mano elettronici e quelli per i freni idraulici, sistemi di controllo altamente tecnologici con una componente elettronica e meccatronica», conclude Walter Barbieri.

Per finanziare i piani prima la Borsa, ora i bond

Il gruppo Cofle, fondato nel 1964 a Trezzo sull’Adda, è specializzato nella progettazione, produzione e commercializzazione a livello mondiale di cavi e sistemi di comando a distanza per fuoristrada, automotive e accessori. Ha chiuso il 2021 con un valore della produzione pari a 55,4 milioni. Per la realizzazione dei suoi prodotti la Società si avvale di 6 stabilimenti localizzati in Italia (1), Turchia (3), India (1) e Brasile. Cofle oggi vende i propri prodotti in 38 Paesi e a circa 294 clienti. Dall’11 novembre 2021 si è quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Piazza Affari.

E la crescita non è finita. Per supportare investimenti a lungo termine ha deciso di ricorrere a un’operazione di Basket bond: due settimane fa ha deliberato l’emissione di un prestito obbligazionario non convertibile da 5 milioni su una durata di 6 anni. «Vogliamo cogliere le opportunità offerte dalla crescita del settore delle macchine agricole – spiega l’ad Walter Barbieri – e in questo modo affianchiamo all’autofinanziamento un supporto esterno e alternativo agli strumenti tradizionali in grado di rafforzare ulteriormente la nostra struttura finanziaria, aumentando la flessibilità e diversificando le fonti di finanziamento».